Anamnesi di un’esposizione: il silenzio come sintomo
a cura di Genealogie del Futuro
Pratiche di intossicazione volontaria
di Imma Egizio
Veleno. Una questione di dose
di Cecilia Lattari
La mia lingua, mescolanza
di Carlotta Rodighiero
Sangue Celeste
di Carolina Iacucci
Silphion
di Emma Dotti e Federica Mariani
My Man
di Gaia Michela Russo
La Scogliera del Sacco
di Francesca Baglieri
EXSARNO
di Cecilia Scarfò
Ricordati che questa è la prima volta che vivi
di Viola Morini
Nel mio ventre un vaso di plastica.
Visualizzare la sesta estinzione di massa attraverso la necroscopia marina
di Angela Balzano e Luca Seguenza
Prolifera, poi prolifera ancora
di Nicolas Pezzotta
Fonti
per approfondire
EXSARNO
di Cecilia Scarfò
Mefite, antica divinità italica protettrice delle acque sulfuree e della fertilità, era considerata un’entità della soglia, che abitava il confine tra vita e morte, tra terra e mondo sotterraneo. Con il tempo il suo credo assunse caratteristiche ambigue tra i Romani, che associarono la sua figura alle paludi e alla putrefazione. È in questa trasfigurazione di senso che si inserisce EXSARNO di Cecilia Scarfò, un progetto che attraversa la storia del fiume Sarno, in Campania: venerato in epoca sannita secondo il culto di Mefite, oggi è uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa.
L’opera traduce un coro di voci, storie e tempi attraverso una registrazione affettiva, storica e politica che ripercorre quella gestualità che ha guidato il rapporto con il fiume analizzandone però il tragico capovolgimento: oggi vi si scaricano rifiuti, non si offrono più doni.
A partire dallo studio e dal confronto con l’archeologa Marisa De Spagnolis e dalla sua catalogazione degli ex voto gettati nelle acque, l’artista recupera materiali d’archivio e li affianca ai propri scatti sulla condizione contemporanea del Sarno e a frammenti di testimonianze degli abitanti della zona, stratificando la vita millenaria del fiume tra le pagine di xenia.
Cecilia Scarfò (Salerno, 1997) è un’artista visiva, filmmaker e ricercatrice indipendente. Vive e lavora in Campania. La sua pratica si muove nelle intersezioni spettrali tra media sperimentali, occulto e questioni di genere. Attraverso mixed media, found footage e video-saggio, decostruisce i limiti delle narrazioni lineari per indagare le fratture e le ritualità delle culture visive digitali. È autrice del video-saggio Sguardi sulla Soglia, disponibile su Rai Cinema Channel. Attualmente frequenta la Magistrale in Comunicazione Digitale, Media e Content Creation presso l’Università degli Studi di Salerno, dove collabora con il LABSAV (Laboratorio di Storytelling Audiovisivo).
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