Anamnesi di un’esposizione: il silenzio come sintomo
a cura di Genealogie del Futuro
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di Imma Egizio
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di Cecilia Lattari
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di Carlotta Rodighiero
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di Nicolas Pezzotta
Fonti
per approfondire
Nelle miniere di carbone del Novecento, i minatori scendevano sottoterra con un canarino in gabbia, ma non per compagnia: il piccolo corpo dell’uccello veniva usato per rilevare la presenza di gas tossici, soprattutto il monossido di carbonio. Un gas senza odore, senza colore, senza forma visibile: indistinguibile dall’aria respirabile eppure capace di agire sul corpo fino a comprometterne le funzioni vitali.
Il canarino, per dimensioni e metabolismo, era maggiormente esposto: assorbiva gli effetti prima e più intensamente degli esseri umani. Il segnale di pericolo non era il canto, ma la sua interruzione: era il silenzio a indicare che qualcosa aveva già iniziato a modificare le condizioni dell’aria. Il canarino perdeva l’equilibrio, collassava. Era allora che i minatori capivano di dover risalire. Il silenzio era diventato un sintomo.
L’esposizione di questa specie sentinella1 non era un incidente collaterale ma una condizione necessaria del sistema di rilevazione. Alcuni corpi vengono collocati in posizione di maggiore vulnerabilità affinché rendano leggibile ciò che altrove resterebbe impercettibile.
Una maggiore permeabilità, una protezione ridotta, un’esposizione anticipata: ciò che li rende funzionali al sistema è anche ciò che li rende vulnerabili.
In questa prospettiva, la sentinella non è soltanto un indicatore biologico, ma una figura visibile come corpo e invisibile come soggetto; vista solo quando smette di funzionare, strumento e non testimone. Ciò che viene reso osservabile è prodotto attraverso un corpo che può essere sacrificato alla lettura del rischio. Non segnala perché comunica, ma perché fallisce. La sua sofferenza è parte del meccanismo che la utilizza come soglia.
In questa grammatica del segnale, il silenzio non è mai un’assenza neutra. È una forma d’iscrizione tardiva del danno.
Lo stesso silenzio attraversa le ricerche della biologa e zoologa Rachel Carson, che negli anni Cinquanta raccoglie dati sugli effetti dei pesticidi negli ecosistemi statunitensi. Ciò che emerge non è una catastrofe immediatamente visibile, ma una sottrazione progressiva di suono, di risposta. Qualcosa non torna. Gli uccelli non cantano. È un silenzio che si innesta lentamente, diventa un fenomeno diffuso e difficile da attribuire a una singola causa.
Anni dopo, Carson trasformerà questa esperienza nella descrizione di una città americana immaginaria, immersa in una “primavera silenziosa”2: le galline covano ma non nascono pulcini, i fiori sbocciano ma nessuna ape li visita, gli uccelli sono ancora presenti, ma tremano e non riescono a volare. Una polvere bianca come neve si è depositata sui tetti, sui prati, sui campi settimane prima, senza che nessuno la vedesse cadere. La contaminazione non agisce in modo isolato, ma attraversa la catena alimentare, si accumula nei tessuti, passa da un corpo all’altro, altera intere relazioni ecologiche senza mai assumere una forma immediatamente condivisa, dicibile.
Corpi che diventano leggibili solo quando il danno è già avanzato; corpi che non rispondono più, alterati internamente da qualcosa che nessuno ha saputo verbalizzare. Il silenzio, in questa prospettiva, non è pace, né assenza, ma difficoltà di registrazione di una vita alterata che non trova linguaggio capace di articolarla. Una crisi della traducibilità del vivente: qualcosa agisce, modifica, interrompe processi vitali, senza assumere una forma politicamente riconosciuta.
La logica non si è esaurita con il Novecento. I corpi sentinella si moltiplicano e cambiano forma: sono le comunità che vivono a ridosso di discariche e raffinerie, lə lavoratorə agricolə espostə ai pesticidi, i territori sacrificati all’estrazione. La soglia tra esposizione e riconoscimento non coincide mai: è sempre definita altrove, secondo criteri esterni rispetto a chi la subisce. Il danno viene prodotto prima ancora che qualcuno possa nominarlo.
Il silenziamento non è solo invisibilizzazione ma produzione attiva di ciò che non può essere ascoltato.
Insieme, proviamo a fare un’anamnesi di questa esposizione alla tossicità: raccogliere, nominare, restare nell’intervallo tra il danno e il suo riconoscimento.
Visual Essay
Anatomia della contaminazione
In alto a sinistra: The Houses of Parliament, Big Ben and Westminster Bridge barely visible in the smog, The Historic England Blog © Public Domain
In basso a sinistra: Claude Monet, Houses of Parliament in the Fog, 1903, High Museum of Art, Atlanta, USA © Public Domain
A destra: Coloured aquatint depicting a man covering his mouth with a handkerchief, walking through a smoggy London street, ca. 1862, Wellcome Library © Public Domain
A sinistra: USSR Post, The Soviet Union CPA 6163 stamp (Save atmosphere. Acid rain destroying rose), 1990 © Wikimedia Commons & USSR Post, The Soviet Union CPA_6285_stamp (Fifth Anniversary of Chernobyl Nuclear Power Station Disaster) Radioactive particles killing vegetation), 1986 © Wikimedia Commons
A destra: Packet of mercurous chloride tablets, Kassel, Germany, 1914 © Wikimedia Commons
In alto a sinistra: Bendix Corporation, Family Radiation Measurement Kit, Science History Institute, ca. 1960 © Wikimedia Commons
In basso a sinistra: Tiia Monto, Gilbert U-238 Atomic Energy Laboratory in Deutsches Museum, Munich, Germany, 2017 © Wikimedia Commons
A destra: US Office of Civilian Defense, What To Do in the Presence of War Gas, 1943 © Public Domain
In alto a sinistra: Tim Porter, New Safe Confinement reactor 4 Chernobyl Nuclear Power Plant, 2017 © Wikimedia Commons
In basso a sinistra: Carl Anderson, Fissile Material Storage Facility Mayak, Russia, 2010, US Army Corps of Engineers © Public Domain
A destra: Department of the Army Special Photographic Office, Spraying Agent Orange in Mekong Delta near Can Tho, 1969 © Wikimedia Commons
In alto a sinistra: US Government, Agent Orange Barrels at Johnston Atoll, ca. 1976 © Wikimedia Commons
In basso a sinistra: Andrew Turner, Cow dung patty traditional fuel in India, 2010, Cow patty farm © Wikimedia Commons
In alto a destra: Nicholas A. Jackson – Congressional Cartography Program (Library Of Congress), Deepwater Horizon Incident, Gulf of Mexico, 2010 © Wikimedia Commons
In basso a destra: Deepwater Horizon Oil Spill, Gulf of Mexico, 2010 © Wikimedia Commons
In alto a sinistra: Matthias Grünewald, Suffering Man (detail from The Temptation of St. Anthony), 1510 – 1515 © Public Domain
In basso a sinistra: Unknown author, Intoxicated Lady at a Window, Brooklyn Museum, New York, USA, 1760 – 1800 © Wikimedia Commons
A destra: Tapeworm Diet. No Ill Effects!, 1910 © Wikimedia Commons
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