Penna, compasso e squame di drago
a cura di Genealogie del Futuro
Per non essere qui. Prevedere una mappa
di Matilde Ricci
Geografie tattili: le mappe di Ammassalik Ø
di Vittoria Caschili
Risonanze: contro-mappe per un’epistemologia del suono e del limite
di Arianna Pallotta
Imagines Mundi
di Giulia Flavia Baczynski
Dallo zenit all’orizzonte
di Marco Strappato
Field test (bleeding hearts)
di Chiara Trivella
Ridisegnare i margini: per una topografia collettiva del desiderio
di Anna Martinatti e Greta Papaveri
Stellantis
di Matteo Gatti
Piscgame
di Manuel Ghidini
Ipervotum/Mappula
di Aurora Lacirignola
L’archivio fotografico di Annabella Rossi come cartografia antropologica [dei margini] del Meridione
di Rosanna Carelli
Esplorazioni di Identità di Confine in Gloria Anzaldúa e Sandra Cisnero
di Viola Nassi
Fonti
per approfondire
Piscgame
di Manuel Ghidini
PISCGAME di Manuel Ghidini mette in scena la persistenza di un gesto primario: la marcatura urinaria. Un atto che attraversa specie, linguaggi e tempi, e che nell’essere umano si trasforma da funzione biologica a tecnologia simbolica del dominio. L’opera parte da questa continuità per interrogare le moderne forme di territorializzazione, facendo collidere arcaico e ludico, corpo e mappa, gioco e forme strutturalmente violente del possesso.
Attraverso un videogioco installato su un tavolo barocco, PISCGAME teatralizza la performatività competitiva della conquista. La cartografia cessa di essere strumento descrittivo per diventare superficie di conflitto e contaminazione, spazio da sporcare per affermarne il controllo. Questo gesto fallico si ripete fino all’assurdo, rivelando la prossimità tra gioco, guerra e appropriazione.
L’opera non offre possibilità di redenzione né di neutralità: il pubblico è chiamato a sedersi e partecipare a una logica che espone la propria brutalità travestita da intrattenimento. In questo cortocircuito tra estetica, potere e piacere ludico, PISCGAME rende visibile la dimensione tossica e persistente della conquista come paradigma culturale, lasciando emergere una domanda aperta: contaminare è ancora il nostro modo di possedere il mondo?
Manuel Ghidini (Gardone Val Trompia – BS, 1997), artista e ricercatore, con approccio interdisciplinare affronta l’impatto delle tecnologie su lavoro, percezione e dinamiche sociali. A Brera avvia nel 2016 la fittizia Ghidini Biotech Modified. Ha collaborato nell’ambito della danza contemporanea. Integra etica hacker e pratiche di riappropriazione tecnologica. Riutilizza materiale videoludico per decostruire logiche e contesti del gioco. Progetta videogiochi e formati di interazione ludica.
Genealogie del Futuro è un’associazione culturale no-profit e le sue attività editoriali sono autofinanziate.
In questo spazio puoi sostenere le nostre attività con una piccola donazione.
Se hai già partecipato ai nostri eventi e ti sono piaciuti puoi aiutarci a realizzare i prossimi.
xenia è anche cartaceo! Se vuoi ricevere la tua copia, scrivici una mail a info@genealogiedelfuturo.com