Penna, compasso e squame di drago
a cura di Genealogie del Futuro
Per non essere qui. Prevedere una mappa
di Matilde Ricci
Geografie tattili: le mappe di Ammassalik Ø
di Vittoria Caschili
Risonanze: contro-mappe per un’epistemologia del suono e del limite
di Arianna Pallotta
Imagines Mundi
di Giulia Flavia Baczynski
Dallo zenit all’orizzonte
di Marco Strappato
Field test (bleeding hearts)
di Chiara Trivella
Ridisegnare i margini: per una topografia collettiva del desiderio
di Anna Martinatti e Greta Papaveri
Stellantis
di Matteo Gatti
Piscgame
di Manuel Ghidini
Ipervotum/Mappula
di Aurora Lacirignola
L’archivio fotografico di Annabella Rossi come cartografia antropologica [dei margini] del Meridione
di Rosanna Carelli
Esplorazioni di Identità di Confine in Gloria Anzaldúa e Sandra Cisnero
di Viola Nassi
Fonti
per approfondire
Ipervotum/Mappula
di Aurora Lacirignola
Ipervotum/Mappula approda in xenia come meticolosa analisi sullo strumento mappa. Se Ipervotum riflette sull’oggetto dell’ex voto – usato in antichità per chiedere alla divinità la guarigione di un dolore fisico legato a uno specifico organo anatomico rappresentato dalla scultura votiva offerta – Mappula propone un approccio inedito alle carte dei siti archeologici in cui tali oggetti vengono scoperti. Aurora Lacirignola attua un’operazione di détournement, pratica situazionista tesa tra i due poli di smembramento e riassemblaggio che, tramite la decontestualizzazione dell’oggetto, dà spazio a una nuova prospettiva di visione dello stesso. Le mappe degli antichi insediamenti e gli ex voto vengono scomposti e studiati a livello microscopico, e le singole parti riunite a formare sistemi nuovi, sculture inesistenti e cartografie fittizie. È davanti alla risultante visione d’insieme che l’ex voto perde la sua accezione votiva, seppur composto dalle sue stesse parti originarie e divenendo appunto “iper”; e così la mappa cessa di assolvere alla sua primaria funzione orientativa. Il processo è infine trasposto dall’artista su un lenzuolo, dal latino mappula, nonché l’arcaico lemma adottato per riferirsi alle prime cartografie su tessuto
Aurora Lacirignola (Fasano – BR, 1999) è un’artista multidisciplinare. La sua pratica verte sulla significazione, sondata nei suoi cortocircuiti formali e semantici tramite un uso situazionista del substrato cartografico e archeologico. Ha esposto al Museo Archeologico di Santa Scolastica e a Spazio MICROBA, Bari (2025); DAS, Bologna (2024); Toboga Festival, Parma (2023). Dal 2021 cura il progetto The Zone a Lecce; ha pubblicato su «SEEDS#2» con il collettivo 2046, su «Curatory Magazine», «Osservatoriomaree Publishing», «Inactual Magazine» e «rivista d.a.t. [divulgazioneaudiotestuale]».
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